venerdì 22 luglio 2022

Si torna fra i miei monti


Domani si torna fra i monti, anche se per poche ore, ma tanto basta per risvegliare già un mare di ricordi, immagini di luoghi, profumi, suoni e sensazioni come il meraviglioso suono delle campane di San Rocco. Un grazie dal profondo della mia anima a chi permetterà questa bella giornata in meravigliosa compagnia! ❤ 

...la mia famiglia ha sempre passato le estati nella “conca”.

Proprio per queste lunghe permanenze in villeggiatura la maggior parte dei ricordi sereni e felici della mia infanzia sono legati a Castello Tesino, grazioso paese della valle in cui ci fermavamo da giugno a settembre. Ho avuto poi il privilegio di andarci a vivere per qualche anno. È un ambiente che mi ha segnato profondamente, in cui ho avuto la prima occasione di giocare con gli amici senza essere controllato dai nonni; lassù ho preso la prima cotta della mia vita. Ho imparato che la montagna è un luogo sacro da rispettare. Ho imparato ad amare la Natura. È la cassaforte dei miei migliori ricordi, il luogo dov’è conservata ben protetta una parte importante di me, le mie radici, la mia infanzia, la mia storia. La piccola valle è ricca di sentieri, talmente tanti che non sono stati sufficienti gli anni vissuti nel Tesino per percorrerli tutti. Là mi sono avventurato ad esplorare per la prima volta fuori dalla città; là ho iniziato a carpire i segreti della natura, a individuare i funghi velenosi, a conoscere gli alberi ultracentenari che dimoravano nei boschi. Lassù lascio la serenità della mia gioventù e i periodi di distacco dall’allora detestata scuola, da sempre vissuta come obbligo e nulla più. Arrivato alla soglia dei quarant’anni, mi è sembrato giusto mettere su carta i ricordi, le esperienze, le emozioni; nasce così questo piccolo libro, con l’intento di lasciare un mio umile testamento letterario, affinché riusciate a immaginare e, magari, sospinti dalla curiosità che spero di essere in grado di suscitare, a visitare quei luoghi meravigliosi del Tesino dove ho vissuto parte della mia giovinezza...

...quando iniziai la scuola, nel 1982, andavo in montagna alla fine dell’anno scolastico, all’incirca in giugno. Lo ricordo perché partivamo subito dopo il compleanno di un caro amico che compie gli anni proprio in quei giorni; appena terminate le lezioni, partivo accompagnato dai miei nonni materni, per fare rotta verso i calmi altipiani del Tesino. Allora me ne andavo a malincuore da Ferrara; a quei tempi i miei amici non erano ancora andati via per le vacanze (sarebbero partiti in luglio e quasi tutti per il mare...) quindi li lasciavo per primo.

Caricavamo all’inverosimile la Renault 5 TL verde di mio nonno e io mi mettevo nei sedili posteriori con qualche giocattolo o con un giornalino per ragazzi; dovevo far passare quattro ore di viaggio. La macchina di nonno Mario non andava fortissimo e di certo lui non la spingeva al massimo. Era una noia incredibile sino a Cittadella, quando iniziavano a intravvedersi all’orizzonte le montagne, che si stagliavano davanti come muti giganti di roccia, immobili, di un tono prima grigio e poi verde scuro, a seconda della lontananza, e pensavo molto a chi o cosa potesse esserci lassù, in quelle piccole macchie chiare regolari, abitazioni sparse che si scorgevano nelle radure fra i boschi. Il massiccio del Grappa appariva, con tutta la sua imponenza, appena sulla de-

stra; solo dopo molti anni avrei imparato a conoscerne l’importanza decisiva che ebbe nel corso della Grande Guerra. Sentivo Ferrara già lontana dentro di me, ma l’attrazione di quei monti era troppo forte; già pensavo al parchetto di San Rocco e ai miei amici, figli dei gestori di un albergo del paese, con cui giocavo e facevo piccoli disastri nei dintorni di casa....

...ed è strano se ci ripenso ora, che da dicembre del 2007 mi ritrovo nuovamente nella mia “fortezza Ferrara”, dopo essere riuscito con non pochi sacrifici ad andare a vivere in Tesino per qualche anno. Il richiamo delle montagne non è più intenso come una volta, quando da casa mia, nelle campagne di Jolanda di Savoia, nel basso ferrarese, osservavo il cielo dopo un temporale e intravedevo i Colli Euganei e i monti oltre Vicenza. Amavo credere si trattasse di quelle creste e quei pascoli morbidi e tondeggianti che vedevano le mie corse di bambino, molti anni prima. A volte l’aria portava odori e profumi di bosco, legno umido, foglie bagnate, muschio.... E subito nella mia mente si scatenava una tempesta di ricordi, immagini, sensazioni, situazioni lontane nel tempo.

LE VETTE DELL'ANIMA - Simone Zagagnoni - Prima Edizione

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