I mie libri

Le mie montagne (2020)

Questo è il mio sesto libro, un racconto a episodi sulla mia vita 'montana' da quando sono nato ai giorni attuali, la villeggiatura con i nonni poi le varie e numerose visite da turista domenicale e poi la residenza in Tesino.
Pur vivendo a Ferrara, circondato dalla pianura, ho sentito da sempre un forte legame con le montagne. Radice di questo amore sono le vacanze estive della mia infanzia, nella conca del Tesino, che ora, a quarant’anni, ricordo con nostalgia. In un racconto autobiografico che mescola piccoli aneddoti quotidiani, stralci di diario, note geografiche ed altro ancora, accompagno il lettore alla scoperta di questo angolo del Trentino, un piccolo gioiello di natura, cultura e storia.

«LE MONTAGNE! POSSIBILE CHE FOSSERO LÌ, COSÌ FACILMENTE VISIBILI? EPPURE IN QUEL MOMENTO, DAL TRISTE ORIZZONTE PIATTO DELLA NOSTRA TERRA SI STAGLIAVANO COME FOSSERO DELLE SAGOME DI CARTONE, CHIARE, NITIDE E BEN PRESENTI»

Questo è il mio sesto libro.

Le vette dell'anima (2018)

Questo è il mio sesto libro, un racconto a episodi sulla mia vita 'montana' da quando sono nato ai giorni attuali, la villeggiatura con i nonni poi le varie e numerose visite da turista domenicale e poi la residenza in Tesino.
Pur vivendo a Ferrara, circondato dalla pianura, ho sentito da sempre un forte legame con le montagne. Radice di questo amore sono le vacanze estive della mia infanzia, nella conca del Tesino, che ora, a quarant’anni, ricordo con nostalgia. In un racconto autobiografico che mescola piccoli aneddoti quotidiani, stralci di diario, note geografiche ed altro ancora, accompagno il lettore alla scoperta di questo angolo del Trentino, un piccolo gioiello di natura, cultura e storia.

«LE MONTAGNE! POSSIBILE CHE FOSSERO LÌ, COSÌ FACILMENTE VISIBILI? EPPURE IN QUEL MOMENTO, DAL TRISTE ORIZZONTE PIATTO DELLA NOSTRA TERRA SI STAGLIAVANO COME FOSSERO DELLE SAGOME DI CARTONE, CHIARE, NITIDE E BEN PRESENTI» Questo è il mio sesto libro.

Il battaglione dimenticato (2015)

Questo, è il mio secondo romanzo. Con questo scritto, passo dal medioevo carolingio di una Ferrara antichissima ai giorni nostri più prossimi. La Prima Guerra Mondiale è sempre stata un avvenimento storico che ha attratto la mia attenzione e curiosità, in particolare negli ultimi 15 anni Il battaglione dimenticato narra di una storia che si svolge tutta attorno al forte di Cima Campo, sito nel territorio comunale di Arsiè (BL). Quest’opera fortificata iniziata all’inizio del secolo XX° non vide mai la fine dei lavori ed entrò in guerra quasi del tutto completa. Vide però il fronte solo nel novembre del 1917 e proprio la, è ambientata la storia che ho raccontato. La storia è stata arricchita con i disegni di Marco Ardondi di Ferrara.

La città dei governatori (2012)

Questo è il mio primo romanzo. Nell’attesa che possiate leggervelo, ecco un’anteprima: Giovanni è un ragazzo che vive nella città di Ferrara e che acquista una vecchia casa del XII secolo in centro storico. Dopo aver traslocato nella nuova dimora ed aver fatto qualche piccolo lavoro di manutenzione, scopre nella cantina una botola murata nel pavimento. Essendo un appassionato di storia medievale della propria città, decide di smurare la botola in pietra per scoprire cose vi è celato sotto, un passaggio, un pozzo o che altro? Una volta aperta una breccia scopre di avere un paio di stanze sotterranee molto antiche sotto la sua casa. I due locali rimasti celati per chissà quanto tempo nascondono però un segreto che cambierà per sempre la vita di Giovanni. In una delle due camere sotterranee vi è una porta che una volta aperta conduce ad un’altro locale con una scala in pietra che sale conducendo al piano terra. Il protagonista così la percorrerà per scoprire dove conduce e si ritroverà con grande stupore nella Ferrara del IX secolo dopo Cristo. Sconvolto da questa scoperta verrà aiutato da Mastro Gontardo, consigliere del Governatore di Ferrara, alchimista e uomo di cultura che lo aiuterà a comprendere dove si trova e a fargli conoscere la sua città, quella di epoca carolingia. Giovanni farà presto ad accorgersi che la Ferrara che sta vivendo è quella in parte descritta dallo scrittore settecentesco Alfonso Maresti, ricca di torri ed edifici decorati con statue che nel secolo XXI non esisteranno più e non tarderà ad iniziare ad amare quel tempo adattandocisi rapidamente. Mastro Gontardo introdurrà Giovanni nella società di quel suo secolo presentandolo a Timoteo de’ Bendedei, Governatore della città, il quale, con mente aperta ed illuminata lo vorrà all’interno di uno sconosciuto ma molto potente ordine cavalleresco. Dentro questo Ordine il nostro personaggio avrà modo di affrontare alcune avventure in puro stile medievale. Durante questi eventi Giovanni conoscerà anche l’amore e potrà godere essendo salito di rango per essere entrato nell’ordine cavalleresco, ad un palazzo tutto suo in pieno centro città. Il personaggio, attratto dalla prospettiva di rimanere a vivere in quel secolo dovrà però tornare nel suo tempo saltuariamente. La storia si conclude con …. non ve lo racconto come altrimenti che divertimento c’è? Il racconto prende spunto, come detto in precedenza dalle storie ferraresi tramandateci da Alfonso Maresti nel XVIII secolo e dagli studi del professor Carnevale che non solo teorizza ma porta serie prove storiche del fatto che Carlo Magno fosse italiano e che la sua Aquisgrana si trovasse in Italia. Utilizziamo questi interessanti spunti per creare questo lavoro, intessuto di fantasia e di fatti storici a cui non vogliamo dare un giudizio.

FERRARA: 1310 - Un plebiscito di epoca medievale (2011)

Ferrara, città conosciuta da quasi tutti come la <<città Estense>>, gioiello del rinascimento, con i suoi palazzi, la sua Addizione Erculea, non può però nascondere un lato, il lato antico. Prima dell’avvento della famiglia veneta che darà arte e cultura a Ferrara, la città esisteva da parecchi secoli almeno. Questo documento di grandissima importanza ci piomba fra le strade di quella Ferrara medioevale in fase di cambiamento. Stava maturando una prima forma di rinascimento, una signoria che avrebbe spazzato via tutte quelle tracce di un periodo, quello comunale che aveva dato la forza alla città di resistere nei secoli più duri ed impervi, il medioevo. Questo scritto, riprende un Giuramento di fedeltà del 1310 che si tenne in città e riporta nomi e cognomi con relativi mestieri di chi viveva in città allora, 3470 nomi che fanno presumere una popolazione totale fra i 20.000 ed i 25.000 abitanti. Famiglie come i Torelli e gli Adelardi non esistevano più e in queste righe troveremo ancora gli ultimi di alcune casate come i Ramberti, i Signorelli, i Bonlei che vennero citati da Riccobaldo nella Chronica Parva ma che non hanno probabilmente più potere. Si sa che alcune di questa casate antiche aiutarono gli Estensi nella loro salita al potere fra la seconda metà del XIII secolo e il principio del XIV e che nella prima metà di questo vi furono diverse rivolte in città, proprio si crede, perchè la famiglia atestina volle decapitare probabili avversari o concorrenti...

I colori dei ricordi (2011)

Questa seconda raccolta di poesie, a differenza della prima non è monotematica. Ho voluto raccogliere alcune decine dei miei scritti divisi in cinque categorie ben definite che sono: – AMORE – RIFLESSIONI – MONTAGNE – FERRARA – NATURA Cinque diverse tipologie di poesie scritte fra il 1995 ed il 2012. Pensieri mai pubblicati e stesi su carta in un lasso di tempo abbastanza lungo, il quale attraversa diverse sfumature ed esperienze della mia vita, dal periodo di Ferrara a quello di Milano per arrivare di nuovo ai momenti vissuti in Trentino e poi tornare, dal 2008 in poi ancora nella mia tanto amata città. La vita presenta sfaccettature così varie e a distanza di così poco tempo che è come essere dentro un turbine, oggi un esperienza, dopodomani un’altra. Non si è mai sullo stesso piano emotivo e poter avere la fortuna di riuscire a mettere su carta queste percezioni è un privilegio che pochi hanno. A volte, ho questa possibilità, riesco a descrivere quello che dentro lo stomaco e il mio cuore muove queste sensazioni che chiamiamo emozioni e che ti fanno ridere, piangere, godere o soffrire in maniera tremenda. Mi posso quindi ritenere una persona molto fortunata, così ho deciso di condividere pubblicamente ancora una volta questo mio lato sensibile e anche intimo se vogliamo, dei miei sentimenti verso alcune donne che ho incontrato lungo il mio cammino, talune di queste solamente ideali e quindi parto della mia fantasia nella ricerca utopica della “compagna ideale”, talaltre esistite davvero. Alcune altre poesie parlano della mia città natale, molte scritte in quel periodo in cui vivendo a Milano, saltuariamente avevo la possibilità di recarmici magari in un weekend, altre di montagna, di quella montagna che ho conosciuto e amato fin da bambino e che mi ha segnato profondamente dentro, di cui ho già scritto nel mio primo libro nel 2011. Più profonde e forse meno approcciabili (si può dire?) sono quelle nella sezione ‘Riflessioni’ dove dal mio io più interno e in momenti molto particolari ho lasciato fuoriuscire sensazioni e pensieri particolarmente complessi e articolati, frutto di momenti di profonda meditazione. Ma lascio a voi lettori decidere se apprezzare o meno questi scritti, lasciandovi alla lettura di questo nuovo volume. Come consuetudine, voglio portare una dedica su questo libro. Lo dedico innanzitutto a mio fratello maggiore Matteo. Ha lasciato da poco questo mondo in uno dei luoghi più belli della nostra città, per recarsi altrove, in altre dimensioni, sicuramente più leggere di questa nostra presente. A lui devo molto di quello che sono adesso, i miei gusti musicali, la mia cultura alimentare, il mio modo di essere e alcuni dei percorsi formativi che ho intrapreso grazie alla sua affettiva cocciutaggine nei miei confronti. Vive in me una buona parte di lui perchè porto avanti il suo ricordo e la sua cultura. Dedica immancabile è alla mia anima, splendore dei miei giorni tutti, l’ultima persona che vedo prima di coricarmi e la prima che vedo al mattino, Angela. Sempre al mio fianco, nel bene e nel male, in giorni di sole e meravigliosi e in momenti di scoramento. Grazie di essere quello che sei e di portare serenità nei miei giorni. A tutti gli amici che mi sono vicini e che sono degni di questo appellativo, ‘amici’ che oggi più che mai è una rarità da trovare. Buona lettura.

Lassù (2010)

Finalmente. Finalmente mi sono deciso a mettere nero su bianco alcuni dei miei pensieri, alcuni di quelli che ritengo più significativi. Molte poesie ho scritto e molti pensieri ho messo su carta, ne ho alcuni raccoglitori pieni di vecchi fogli alcuni dei quali ingialliti dal tempo e solo recentemente li ho messi in ordine dividendoli per tema riducendo così un bel mucchio ad una serie di cartelline ordinate e corrette. Questi scritti, qui pubblicati sono dedicati principalmente alle montagne, mio grande amore. Mi hanno visto ogni estate della mia infanzia per due mesi all’anno per la villeggiatura con i nonni fino al 1987. Sono andato a viverci dal 2003 al 2007, quattro anni molto intensi. Un rapporto con i monti viscerale e sentito, molto duro il distacco per tornare a Ferrara in quel Dicembre dello stesso anno. Ora il loro richiamo permane nel mio animo, giorno dopo giorno, nella notte sogni di frammenti di memorie e di luoghi mai visitati. Amplessi onirici con realtà quasi inesistenti, foreste e boschi, rupi e vette, l’aria gelida in una mattina di Gennaio. Qui lascio stampati alcuni miei lavori, due dedicati a quelle persone che mi hanno presentato le montagne e alcune alla Grande Guerra. Spero possano piacerVi.

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