venerdì 8 luglio 2022

A un passo dal cielo


In queste calde giornate di inizio luglio, mentre lavoro, mi guardo la serie UN PASSO DAL CIELO che mi permette di staccarmi e di andare almeno con gli occhi in posti che sogno, da anni e che dal 2007 mi sono interdetti se non per un breve periodo di pochissimi giorni all'anno.

Talmente pochi che forse sarebbe meglio nemmeno andarci per le emozioni che quei due o tre giorni suscitano e ti lasciano dentro, quella mancanza, quella malinconia che ti porti a casa fra le mura della tua dimora in città.

Sono letteralmente cresciuto in quei luoghi, fra quelle montagne, in mezzo a quei boschi e se non basta ci sono anche andato a vivere da adulto per imparare nuovamente me stesso.

Inutile che facciate gli splendidi con un 'anche a me piace la montagna', la montagna ti deve entrare dentro e prima che accada questo è necessaria una catarsi, soprattutto per noi 'cittadini', incredibile.

Occorre lasciar andare tutto, occorre fare i conti con i propri fantasmi, curare le proprie ferite e piangere in poche ore anni di dolori, di cose non dette.

E' necessario perdonarsi e perdonare chi ti ha fatto del male, poi... poi arriva quel momento in cui tutto di ferma e si fa silenzioso, ogni cosa tace, persino il gufo nel bosco e li davvero piangi, ma questa volta per la gioia di aver ritrovato te stesso.

In quel preciso istante non te ne frega più di nulla e di nessuno, ci sei tu e basta e allora si che puoi ricominciare a costruire relazioni, amicizie, rapporti con altre persone e ti renderai conto di essere diventato più puro, più cristallino.

Ti dispiacerà tantissimo quando alcuni 'cosiddetti' amici ti pugnaleranno alle spalle ma ti stupirai di come li perdonerai e li lascerai scivolare via dal tuo percorso di vita con una leggerezza che non avresti mai creduto di poter avere.

Sei più forte di prima, sei come le montagne. Sei di roccia, ma anche fragile come le mie bellissime Dolomiti. Ma ti rendi conto che molte persone entreranno nella tua vita e se ne usciranno, così come gli umani vanno in montagna, la scalano e se ne tornano alla loro quotidianità.

Capisci di essere diventato una montagna, ferma, alta, antica.

Capisci che chi cercherà di fare delle azioni per ferirti, disturbarti o arrecarti danno, staranno solo mulinando le mani in aria perchè nemmeno le vedrai, perchè tu sarai proiettato la, in alto, seduto su una cima ad osservare centinaia di vette diventare rosse al tramonto e nulla ti potrà disturbare.

Nei grandi spazi della montagna, nei suoi alti silenzi, l’uomo non distratto può cogliere il senso della sua piccolezza e la dimensione infinita della sua anima.

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