lunedì 28 gennaio 2019

Castel del Monte



In questa non più serena domenica di fine gennaio, mi ritrovo seduto in treno sulla via del ritorno per Ferrara, appena partito da Barletta in cui mi ero recato per faccende personali e di lavoro.
Si torna alla reltà, alla vita ferrarese, al clima assurdo, alla calma surreale di una città di oltre centomila persone straripante di luoghi di interesse turistico e culturale. Ferrara mi ha dato i natali, è il mio rifugio è la mia culla ma faccio sempre più fatica a sentirmici a casa.

Ora però non ci voglio pensare, tanto non ho possibilità di cambiare questa situazione, almeno per il momento.

In questo fine settimana non ho avuto modo di visitare chissà che cosa, perchè fra giri di lavoro e altro l'unica giornata interamente libera è stata sabato, immediatamente riempita di impegni però.
Questa mattina invece, domenica, quasi a sorpresa, con la mia compagna ho avuto il privilegio di potermi recare a Castel del Monte, sotto il Comune di Andria.
Un luogo fra lo storico ed il mistico e che di castello, se non una lontana parvenza non ha proprio nulla. Bisogna andarci per comprenderne la totale distanza dalla funzione residenziale, difensiva o di presidio, qui a Castel del Monte occorre una mente orientata diversamente rispetto alla comune visione di quella che viene definita una 'fortezza'.


Mi sono state mostrate alcune caratteristiche che hanno fatto pensare agli archeologi ci si potesse trovare dinnanzi ad una specie di gigantesca stazione termale, alcuni fori regolari alla base delle colonne ed alcuni scassi che potrebbero far supporre a delle canalette per lo scorrimento di acque.
In più, ogni sezione dell'ottagono che compone la sua pianta, ha due porte, una di ingresso ed una di uscita realizzate in pietra rossa; la cornice di questi portali più piccoli rispetto  quello dell'ingresso, prosegue anche sul pavimento creando un doppio gradino.

Le otto sale del piano terra e del piano superiore, oltre ad essere particolarmente piccole, non hanno tutte un camino per essere riscaldate e quelle che lo hanno, quasi sembra sproporzionato.
Inoltre, queste sale non hanno un corridoio intercomunicante che le metta in contatto fra di loro, per cui, se si vuole raggiungere l'ultima stanza in fondo ad esempio, occorre passare attraverso gli altri locali, violando così l'eventuale privacy di improbabili ospiti, come recitano le teorie ultime, che questo edificio fosse adibito per ospiti illustri.
Dubito che eventuali nobili usassero le scalette a chiocciola all'interno delle otto torri ottagonali per recarsi nei lotro alloggi. Lo stabile è mancante di una scala di importanti fattezze...
E' altresì escluso che questo edificio fosse un centro di potere, manca del tutto infatti una vera e propria 'sala del trono'.

Ho, personalmente, trovato parecchio strane le feritoie delle torri. Sottilissime, molto alte e così profonde quasi da impedire la precisione di poter avere un buon tiro con un arco su di un eventuale obbiettivo esterno. E allora a che scopo le hanno fatte? Solo per far entrare un filo di luce? Forse per i solstizi, forse per certi tipi di riti esoterici che vi si tenevano?
Se lo vediamo da un punto di vista difensivo, la posizione è corretta, la vetta di un monte che domina l'intera vallata è il primo posto a cui pensare ma ci troviamo poi davanti ad un quesito. Come mai non vi si trova alcuna traccia di architettura militare vera e propria? Non vi sono merlature e altre caratteristiche simili.

Per cui a cosa serviva questa struttura? Affascina ormai da decenni le menti degli studiosi e non sarà facile comprenderlo ma di certo, la mia ricerca di informazioni non finisce qui!

Ora sul treno per Ferrara ci siamo fermati all'altezza di Pescara; la bella Puglia oramai è lontana ma mi ha già conquistato il cuore e l'anima, mi chiedo solo se quest'estate riuscirò a resistere al suo caldo, io che con 27 gradi stramazzo a terra...vedremo!


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