sabato 25 marzo 2023

Quando il passato ritorna gentilmente


Questa è una di quelle sere.

Si una di quelle in cui il passato torna, ma a questo giro non con arroganza, non con la pretesa che tu debba versare per forza delle lacrime.

C'è veramente un sacco di serenità.

Il respiro va e viene pieno, calmo, abbondante.

L'aria profuma di primavera.

Il vento ti accarezza la faccia come le mani di tua madre.

Il cielo oggi era blu.

Gli uccellini cinguettavano festosi alla nuova stagione.

Ero perfettamente dove volevo essere, con chi volevo stare in compagnia, mano nella mano.

Ero e sono centrato.

Guardo il passato.

Guardo i miei avi.

Dico grazie.

Penso a quello che ho alle spalle, un mare di cose.

Ringrazio e sorrido.

Tutto quello che è stato, bello o brutto, mi ha fatto per ciò che sono.

Abbraccio tutti quanti sono andati avanti prima di me, perchè nel bene o nel male mi hanno insegnato e trasmesso moltissimo.

Ora sono qui, spartiacque e filtro di una serie di generazioni con storie assurde di cui sto scrivendo in questi mesi.

Osservo il crepuscolo e ascolto il rumore soffuso della città che si prepara per la sera.

Vorrei fare di più, ma sto osservando dunque... forse sto già facendo tanto.

A volte mi sento un araldo dei tempi passati, un testimone di memorie, storie, profumi, volti e questo mi fa sentire... per un istante, un gigante!

Ma sono solo una normale persona, che ama la sua famiglia nonostante tutto, che ama la sua città, nonostante tutto e che sta lasciando andare tutto... nonostante tutto.

Vi auguro una buona serata con una poesia del 'mio' vate, mio fratello Matteo, possiate avere tutti il coraggio e la volontà di lasciar andare, non è facile certo ma è la via.

Ci sono tempi

in cui il senso 

cessa di significare,

gli spazi 

sconfinare 

nell’altrove

l’ansia di

santificare l’adesso

ci mescola pazzie

tra gli afrori

di santità

virulente

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