Questa sera gira così.
Sto scrivendo delle mia vita in quello che sarà il mio ottavo e prossimo libro. Scrivo della mia famiglia e di quello che ho vissuto, nel bene e nel male e tutto questo è estremamente terapeutico!
Fa molto male ma va fatto.
Sto scrivendo delle mia vita in quello che sarà il mio ottavo e prossimo libro. Scrivo della mia famiglia e di quello che ho vissuto, nel bene e nel male e tutto questo è estremamente terapeutico!
Fa molto male ma va fatto.
Oggi pomeriggio assieme a mia moglie Teodora e con la scusa di fare una bella passeggiata, sono riuscito a rivedere un mio amico delle scuole elementari/medie che non vedevo dai primissimi anni 90, quindi tre decenni.
lo conoscevo da una vita, dai primi anni '90, anni in cui con le prime compagnie, gli amici si andava in giro la sera e si trovavano quei locali di provincia in cui la cena era un momento conviviale particolare e se poi trovavi anche il connubio fra un buon ristoratore la cui cucina produceva pietanze e pizze genuine, era il top e tu amico mio eri tutto questo.
Devo ringraziare quei nonni che mi hanno salvato la vita perché lo hanno fatto davvero, dandomi asilo, nutrendomi, vestendomi e facendomi studiare anche se solo per il percorso dell'obbligo.
I miei genitori non ne erano in grado, avevano altro a cui pensare purtroppo.
Direttamente dalla terra del Sol Levante, il Giappone, l'architetto Hidenobu Jinnai che negli anni '70 collaborava con mio padre, mi ha inviato una copia di una rivista giapponese (The Toshi-Jutaku urban housing nr 7607) in cui si trova un'articolo a cui ha collaborato pure il mio babbo.
Oggi non ci sto con la testa.
Oggi la prendo così, alla larga.
Sarà che la mia testa è presa dal maltempo e si... sono meteoropatico!
Sarà che sono in pensiero per un'amica che ha appena subito un incidente e ora sta sotto i ferri per rimettersi a posto con la botta ricevuta dall'incidente d'auto.
Nella vita molte persone vanno e vengono e quelle che fanno più chiasso con la loro presenza, spesso sono le più insulse e inutili allo scopo finale della tua crescita.
Questa mia amica non è fra quelle di certo.
Conosciuta ai primi anni '90 quando iniziai il Dosso Dossi ed ero in uno di quei periodi della vita in cui stavo decidendo se rimanere (nella vita) o scendere dal treno.
Lei, assieme ad un paio di altre compagne, grazie alla loro amicizia, a qualche sorriso disinteressato e ad un po' di ascolto, mi salvarono la vita, letteralmente.