Sabato trascorso a Venezia a raccogliere contatti, rinsaldare rapporti amicali e professionali con enti culturali di questa meravigliosa ed unica città.
Tanto caldo, sudore e stanchezza, sapendo di tornare poi nella mia Ferrara, fra le braccia di mia moglie.
Oggi, in vista dei lavori di ristrutturazione che partiranno fra qualche mese, ho voluto sistemare cantine e magazzini. pieni di tante vecchie cose
Inutile dire i mille ricordi delle 'cose' che mi sono passate per le mani.
Tantissimi libri e riviste di settore che mi rimangono da mio padre e mio fratello, oggettistica utile ed inutile.
I ricordi che si accavallano.
La casa di via dei Baluardi, i problemi di alcol de miei, le incomprensioni, le liti e le botte fra di loro, i debiti, le varie difficoltà.
Me ne rendo conto.
Le accolgo.
Le accetto.
E capisco che senza queste difficoltà, non sarei quello che sono ora.
Smetto immediatamente di odiare i miei genitori e nasce in me un sentimento si gratitudine nonostante le mille difficoltà a cui fino a pochi mesi fa mi hanno sottoposto.
Ringrazio.
Pulisco il campo emotivo per vedere meglio, per capire, per dipanare la nebbia di questi casini pazzeschi.
Nel mentre che sistemo, ordino, butto via cose inutili, dono altre cose a chi potrebbe averne bisogno, fino a poco fa, quando sento il profumo di mamma.
Non è la prima volta, ma a questo giro è forte.
Sento la sua presenza, chiudo gli occhi e mi godo quel raro momento, quell'abbraccio ultraterreno così raro ma non impossibile.
Sento la sua voce che mi dice "bravo il mio simo".
E' un bomba emotiva che cerco di gestire ma che, invece va lasciata andare...
Poi li sento tutti e tre, Matteo, fiero, bello e abbronzato come suo solito, mamma, forte e orgogliosa e papà, austero come suo modo, sembravano li, davanti a me, che abbracciandosi mi guardavano senza giudicarmi.
Io sono sempre stato la 'pecora nera' della famiglia ma non nel senso che tutti pensano ed ora mi rendo conto che sono da sempre stato il risolutore karmico di tutte le nostre famiglie.
In un certo modo sento di aver dato a loro un senso, un senso alla loro esistenza, così mi comunicano, silenziosamente, sorridendomi dinnanzi a me.
E' stata una guerra, dai primi anni '70 fino a poco fa quando improvvisamente ho avuto tutto chiaro, ho visto tutto ed è stata una botta emotiva non da poco.
Erano ancora li, si abbracciavano e con lo sguardo mi dicevano "hai capito ora"?
Ho capito si! Ho capito tutto.
Sento ancora mamma, la percepisco sorridente, sento il suo profumo, è qui con me.
Approva il mio sentire, come piace dire a me 'tanta roba'.
Guardo il grande spazio del magazzino, salgo in casa, la sento ancora con me, approva le mie scelte o perlomeno quella è la sensazione che ho ed è fortissima, sento ancora quel profumo.
La sensazione è di pace, tutto si va calmando, quello che sto facendo assieme a mia moglie è giusto.
Sento tanta approvazione.
Sono ancora li a guardarmi o almeno io li percepisco così, sereni, sorridenti, soddisfatti di me, si stringono e mi osservano soddisfatti.
Ringrazio ed inizio a staccarmi da loro.
Non è facile soprattutto dopo averli 'percepiti' così vicini, così 'fisici', ancora una volta dopo averli persi fisicamente.
Ormai non so quanto ho pianto oggi, ma va bene così, serve a lasciar andare, non me ne vergogno e mai lo farò, ogni volta che i miei ricordi e le mie emozioni affioreranno lo farò.
Grazie Matteo di quello che mi hai insegnato, la corretta alimentazione, la musica, la cultura orientale ed olistica, grazie papà per avermi portato ad amare la storia antica, la cultura classica, grazie mamma per avermi dato quell'amore che è servito come collante, cemento per tutto, nonostante tutto!
Oggi è metà maggio e vi dico grazie dal mio cuore, come fosse un esplosione di fuochi d'artificio, grazie per quello che siete stati ma soprattutto per quello che non siete stati perché diversamente io oggi non sarei quello che sono, cosa quindi? Un 'figo della madonna'!
Vi vedo sorridere e farmi dei gesti, va bene così, io sono questo grazie a voi, ai vostri litigi, alle vostre crisi, agli anni con i nonni Mario e Savina, alle estati in Tesino e a tutti i casini vissuti assieme.
Tremo ma sono certo nel sostenere che non cambierei un fottuto momento, con quello che ho vissuto con voi!
Ora devo lasciarvi, è tardi e mia moglie mi attende per la cena. Noi tanto ci ritroveremo, fra i tuoi vari numeri di Casabella papà, nella passione della musica che mi hai trasmesso Matteo, non è un caso che ti chiamassero tutti Teo come mia moglie e fra i muri di questa casa mamma in cui sei cresciuta.
Vi perdono, mi perdono e vi sarò sempre grato per tutto!
Ora andate e riposate in pace mie care anime che io vi amo, statene certi!
Grazie e arrivederci, un giorno, non presto però.

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